INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA CORTE D'APPELLO DI PERUGIA
“Un'occasione preziosa per rinnovare la stima e l'apprezzamento per il lavoro della magistratura”. Così il presidente del Consiglio
regionale dell'Umbria, Eros Brega, ha commentato la visita istituzionale fatta questa mattina (3 settembre) a Palazzo Cesaroni dal neo presidente della Corte d'Appello di Perugia, Wladimiro De
Nunzio.
Al termine dell'incontro che ha consentito di fare una riflessione ad ampio raggio sulle problematiche che affliggono l'Umbria, Brega e De Nunzio,hanno convenuto sulla “necessità di mantenere
alta l'attenzione sulla sicurezza in uno spirito di ampia e reciproca collaborazione, nonostante in Umbria non si registrino gravi fenomeni criminali”. Il presidente Brega ha comunque garantito
“la massima attenzione dell'Assemblea legislativa umbra e il suo impegno personale ad affrontare le problematiche e le esigenze che dovessero essere poste dalla Corte d'Appello” e, nel rinnovare
le sue congratulazioni per il prestigioso incarico, ha augurato, a nome suo personale e di tutto il Consiglio regionale, buon lavoro al presidente De Nunzio, da qualche settimana alla guida della
Corte d'Appello del capoluogo.
PELLEGRINAGGIO ASSISI - GUBBIO: UN'OCCASIONE PER RISCOPRIRE LA LEZIONE DI SAN FRANCESCO
“Un'occasione per riscoprire la lezione di vita di San Francesco: l'impegno per la ricerca della pace, la salvaguardia della natura, la promozione del dialogo tra tutti gli uomini”. Così Eros Brega, presidente del Consiglio regionale, ha commentato la sua partecipazione alla prima delle tre giornate di pellegrinaggio Assisi – Gubbio. La marcia, dal 1° al 3 settembre, ripercorre i luoghi del primo pellegrinaggio di San Francesco quando si spogliò dei beni materiali per seguire la fede ed è stata organizzata dalle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Gubbio d'intesa con le famiglie francescane. “Un'esperienza emozionante, da condividere e ripetere – ha aggiunto Brega - iniziative come questa devono continuare ad essere sostenute e valorizzate in quanto permettono di riscoprire lo straordinario patrimonio naturalistico dell'Umbria e di esaltare i valori del dialogo e della pace predicati da San Francesco. Ringrazio, pertanto, gli organizzatori per averci fornito questa opportunità”
VISITA NELLE ZONE TERREMOTATE DELL'ABRUZZO
Il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, ha incontrato venerdì 6 agosto a L’Aquila il Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega, con il quale ha visitato il centro storico aquilano. In occasione della visita, i due presidenti hanno rinnovato il rapporto di collaborazione istituzionale tra i due Consigli regionali e, dunque, avviate iniziative di solidarietà a favore delle popolazioni terremotate. Dopo la visita effettuata nel centro storico, il Presidente Pagano ed il collega Brega, sono stati ospiti dell’amministrazione comunale di Fontecchio.
“E’ stata una occasione per rinsaldare il rapporto istituzionale che lega la regione Umbria all’Abruzzo – ha detto Eros Brega, Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria –. Ho visitato il centro storico della città dell’Aquila dove ho potuto constatare personalmente le ferite ancora aperte prodotte dal terremoto, che il 6 aprile 2009 ha messo in ginocchio il Capoluogo abruzzese. Ho ribadito l’impegno e l’attenzione del consiglio regionale dell’Umbria a favore delle popolazioni terremotate e ho rinnovato al Presidente Pagano – conclude Brega – il rapporto di vicinanza e di stima che lega le due Assemblee legislative”.
Anche il Presidente Nazario Pagano ha ringraziato il collega Brega per la visita istituzionale in Abruzzo. “Il rapporto che ci lega alla regione Umbria è solido – ha sottolineato il Presidente Pagano -. Con il Presidente Brega ci siamo impegnati ad attivare iniziative attraverso cui poter coinvolgere le due istituzioni regionali al fine di consolidare i rapporti ed avviare progetti con finalità solidaristiche a favore dei comuni presenti nel cratere sismico”.
CELEBRATI I 40 ANNI DELLA REGIONE
In una Sala dei Notari affollata di amministratori locali, gonfaloni, consiglieri regionali in carica o ormai lontani da Palazzo Cesaroni, si è svolta questa mattina a Perugia, nella Sala
dei Notari di Palazzo dei Priori, la seduta straordinaria e solenne del Consiglio regionale dell’Umbria convocato per commemorare i 40 anni dalla prima riunione dell’Assemblea legislativa
regionale. Proprio lunedì 20 luglio 1970 infatti, nella storica Sala del capoluogo regionale, i neo eletti legislatori regionali si trovarono a rappresentare, per la prima volta, la Regione
dell’Umbria.
Un traguardo a cui, come ha ricordato il presidente del Consiglio
regionale Eros Brega, si arrivò “dopo un lungo periodo di gestazione. Un percorso anticipato da due momenti fondamentali nella storia del
regionalismo umbro: i due dibattiti parlamentari del ‘60 e del ‘66, dove la ‘questione umbra’ venne affrontata al fine di riconoscerne le
peculiarità e la gravità delle condizioni economico-sociali. Per capire
come i due dibattiti abbiano gettato le fondamenta della nostra Umbria, occorre premettere che prima di allora il nostro territorio non aveva una propria identità unitaria di regione. Era una
terra fatta di tante città, ognuna con una vita a sé. Territori legati per lo più a un’agricoltura povera e chiusi entro i propri confini, senza un centro aggregante capace di coordinare e
gestire le esigenze dei diversi ambiti. Era una terra priva di una identità culturale unificante”. Ciò nonostante, ha tenuto ad evidenziare il presidente Brega, l’Umbria arrivò prima di altre
realtà a una propria esperienza di regionalismo e di programmazione. Un’esperienza, questa, che diede forza alla classe dirigente eletta nella Assemblea regionale del 1970”. Riferendosi
alle questioni di attualità, il presidente del Consiglio regionale ha evidenziato che “oggi, come 40 anni fa – ha detto Brega -, l'Umbria e l'Italia si trovano alle prese con una grave crisi
economia e sociale, con l'esigenza diffusa di rinnovamento e di riforme. Prendendo spunto dall'esperienza dei padri fondatori della nostra Regione, c'è bisogno di ritrovare quella carica vitale,
quell’entusiasmo che ha accompagnato la nascita dell'Assemblea legislativa. C'è sete di riforme, che non sono ulteriormente rinviabili. I cittadini chiedono risposte concrete ai loro bisogni. E
allora chi è al governo – ha concluso il presidente del Consiglio regionale -, ma anche chi è all'opposizione, non può sottrarsi a un confronto serio e costruttivo sui temi caldi che investono i
nostri territori, come la sanità, lo sviluppo economico, lo sviluppo sociale, per trovare soluzioni che rispondano all’interesse generale e al bene comune dell’intera società regionale”.
UNIVERSITA': UN IMPEGNO CORALE PER DIFENDERE L'ATENO DELL'UMBRIA
“Un grande sforzo collettivo, un unitario scatto d’orgoglio per difendere e rilanciare l’Università dell’Umbria”. È questo l’appello che lancia il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, in vista dell’incontro sul futuro dell’Ateneo, tra Regione Umbria, Comune e Provincia di Terni e Ministero dell’Università, che avrà luogo a Roma martedì 8 giugno.
Sono tre i punti intorno ai quali si articola la riflessione di Brega. In primo luogo l’unitarietà del sistema regionale Università “che deve superare ogni tentativo di ridurre il problema dei tagli a una questione di campanilismo”. Altra questione centrale riguarda “la difesa delle eccellenze e degli investimenti fatti in questi anni” e, infine, il rilancio dell’Ateneo come motore di sviluppo dell’intero territorio regionale. E su quest’ultimo concetto, il presidente del Consiglio regionale tiene a ribadire che l’Università è un importante motore per il rilancio dell’Umbria: “Una risorsa – spiega - in termini economici e sociali che occorre difendere con un progetto e un impegno unitari, all’interno del quale trovano spazio sia le facoltà tradizionali che le eccellenze locali, per offrire un contributo all’armonizzazione dello sviluppo del territorio regionale nel suo complesso”.
“L’Università degli studi di Perugia – sottolinea il presidente del Consiglio regionale - è l’Università dell’intera regione, non di questo o di quel territorio, ma di tutta l’Umbria nel suo complesso. Il problema, pertanto, va affrontato nella sua globalità. Aprire quindi sterili partite in nome di un qualche campanilismo per difendere un’articolazione dell’Ateneo piuttosto che un’altra, è deleterio per tutti e, in primo luogo, per l’istituzione universitaria in se stessa. Al contrario, va avviato un confronto costruttivo intorno a un progetto unitario, fatto di interrelazioni tra le diverse facoltà che, tenendo conto delle diverse vocazioni e specificità, valorizzi e qualifichi un’Università tra le più antiche e prestigiose d’Italia”.
Passando a parlare dei tagli, Brega afferma che “il governo centrale non può non tener conto che per formare la nostra classe dirigente occorre investire nella ricerca, nella cultura e quindi nell’Università. Pertanto il taglio che si appresta a compiere – aggiunge – risulta ingiustificato anche alla luce della tradizione storica del nostro Ateneo. Tuttavia in un’ottica di razionalizzazione, credo che sia fondamentale definire la futura offerta universitaria valorizzando le eccellenze e gli investimenti che sono stati fatti in questi anni, per mantenere alti gli standard qualitativi”.
Riferendosi poi alla questione relativa al Polo universitario ternano, il presidente del Consiglio regionale ritiene che si debbano tenere in considerazione “i sacrifici e i grandi impegni anche finanziari” della città di Terni per l’Università: “Oltre trenta milioni di euro in 10 anni – sottolinea Brega -. Come non bisogna dimenticare – aggiunge - il peso e il ruolo acquisiti dal Polo ternano, gli oltre 4mila studenti che vi gravitano e i punti di eccellenza che vi si sono sviluppati. Tutto ciò costituisce una realtà e una somma di esperienze da non disperdere, perché sono un fiore all’occhiello per l’Ateneo e per l’Umbria nel suo insieme”.
Il presidente Brega invita infine le città di Perugia e Terni a battersi insieme perché l’Università “sia volano di sviluppo per l’intera regione, promuovendo il merito e il lavoro seriamente svolto, prosciugando ogni sacca di inefficienza, perseguendo politiche di rigore e di trasparenza idonee al particolare momento che stiamo vivendo, senza però venir meno al proprio ruolo guida per la società umbra”.