"RU486: NOI DEL PD CONTRARI, IGNORATI DALLA GIUNTA"
Ti seguito l'intervista rilasciata dal presidente del consiglio regionale, Eros Brega, al quotidiano "L'Avvenire" dopo la decisione della giunta regionale dell'Umbria di somministrare la pillola abortiva Ru486 in regime di day hospital.
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"25 APRILE, RISCOPRIRE E APPLICARE QUEI VALORI"
“Opporsi a ogni forma di violenza e prevaricazione; difendere la libertà, la democrazia, la pace e fondare la società sui diritti dell'uomo e sul primato della persona. Questi principi, rappresentati simbolicamente dalla data del 25 aprile, sono i punti di forza sui quali far leva ancora oggi, a distanza di 66 anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, per superare i momenti di difficoltà, rafforzare la democrazia e il sentimento di unità nazionale”. Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, interviene così in occasione delle celebrazioni per la festa della Liberazione. “I valori forgiati in quella stagione – afferma Brega – vanno rilanciati e riletti con attenzione perché stanno alla base del nostro vivere civile e danno un’impronta fondamentale alla nostra Costituzione. L’attualità e l’importanza della festa del 25 aprile sta, quindi, nella riproposizione di quella importante “lezione” di storia nella quale il popolo italiano ha dimostrato di avere la capacità di ritrovare la coesione, il coraggio e la forza di superare le prove difficili. Alla lotta di liberazione – aggiunge il presidente del Consiglio – presero parte migliaia di uomini e donne, tra cui tanti umbri, che si schierarono contro la dittatura e persero la vita, uniti dal comune intento di liberare l’Italia dall’occupazione tedesca e di condurre il Paese verso la democrazia. Oggi, affinché la ricorrenza della Liberazione non si esaurisca all’interno di mere celebrazioni rituali, è fondamentale ricordare e fare tesoro del passato. E’ sulla memoria e sulla consapevolezza della nostra storia, infatti, che possiamo edificare un futuro convincente per noi e per le nuove generazioni”. A tal proposito il presidente del Consiglio rivolge un appello ai giovani affinché, “tenendo vivo il ricordo di quella tappa fondamentale della vita del Paese, abbiano un punto di riferimento importante nella formazione della loro cultura democratica e del sentimento di unità nazionale”. “Con la sconfitta dal nazifascismo – spiega Brega – l’Italia riafferma la democrazia come valore assoluto e imprescindibile, getta le basi della moderna Repubblica democratica e consolida le proprie radici unitarie. La Resistenza, nella quale si rinnova il senso di appartenenza a un’unica nazione, rappresenta una tappa basilare di quel percorso verso la realizzazione di una propria identità che il popolo italiano avvia con il Risorgimento e trova la sua espressione più alta nella Costituzione. La validità dell’esperienza, nata dalla Liberazione, viene raccolta nella Carta costituzionale che proclama la Repubblica italiana una e indivisibile. In questo senso la Festa della Liberazione si intreccia con quella dell’Unità della nostra nazione, di cui quest’anno ricorrono i 150 anni”. Il presidente del Consiglio regionale conclude con l’augurio che “le celebrazioni del 25 aprile, prendendo spunto dai principi ricordati, offrano l’occasione per rafforzare le istituzioni democratiche, far valere l’equilibrio tra i poteri dello Stato, spronare la politica e le classi dirigenti a occuparsi costruttivamente e concretamente dei cittadini secondo uno spirito di unità e condivisione per il bene comune”.
"UN ESAME PIU' ATTENTO DELLA LEGGE SULLA FAMIGLIA"
“Un più attento esame della legge umbra di tutela della famiglia”. Lo ha detto presidente del Consiglio regionale Eros Brega
incontrando a Palazzo Cesaroni una delegazione del Forum delle associazioni delle famiglie umbre, guidata dal presidente, avvocato Simone Pillon. Ai rappresentati di oltre trenta associazioni di
ispirazione cattolica che hanno espresso una loro civile protesta davanti alla sede del Consiglio regionale per chiedere il ritiro del regolamento sulle esenzioni fiscali pre-adottato dalla
Giunta (articolo 7 della legge regionale 13 del 2010, 30), il presidente Eros Brega ha detto: “Con l'amico Pillon e con tutti voi ritengo di potermi impegnare affinché le vostre osservazioni
siano esaminate con la giusta attenzione. Del resto, e non da ora, sono convinto che la famiglia debba essere rimessa al centro della attenzione dell'azione politica, non solo come tema etico e
sociale, ma come elemento di sviluppo della nostra società. Per non essere frainteso cito a mo' di esempio la laicissima Francia, la nazione europea che più investe in questa direzione. Ritengo
che la famiglia debba essere difesa come come valore intrinseco e che dobbiamo farlo tutti insieme, indipendentemente da chi è al governo e senza arroccamenti ideologici. In questo quadro ritengo
anche che la stessa Chiesa debba mandare segnali di collaborazione: è importante difendere in primo luogo l'istituto del matrimonio, ma un nuovo messaggio includente deve essere rivolto anche a
chi non è sposato. L'esperienza in Italia dimostra che spesso servono grandi alleanze per raggiungere risultati altrimenti difficili da perseguire”.
PILLOLA ABORTIVA RU486: CONDIVISIBILE LA RICHIESTA DI UNA SPERIMENTAZIONE INIZIALE IN REGIME DI RICOVERO ORDINARIO
“Esprimo piena condivisione per la posizione espressa dai consiglieri Barberini e Smacchi sulla pillola Ru 486. Ritengo fondamentale e ragionevole la proposta di prevedere un periodo iniziale di sperimentazione per la somministrazione del farmaco abortivo in regime di ricovero ordinario”.
Così il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, interviene nel merito della mozione proposta dai due consiglieri regionali del PD e sostiene che “la sperimentazione rappresenterebbe una maggiore garanzia a giusta tutela della salute della donna, considerando che le linee guide individuare dal Comitato tecnico scientifico e adottate dalla giunta regionale risultano in contrasto con i pareri del Consiglio superiore della Sanità e del ministero della Salute. Non solo: un periodo iniziale di sperimentazione consentirebbe a tutte le parti chiamate in causa, istituzioni, associazionismo, mondo scientifico, laico e cattolico, un confronto più sereno su un tema così delicato come quello dell’aborto farmacologico”.
Il presidente del Consiglio sostiene che “è pretestuoso accusare una parte, nello specifico il mondo cattolico, di tenere un approccio ideologico sulla pillola abortiva, quando, con un capovolgimento di fronte, alcuni rappresentanti dell'assessorato alla sanità – secondo quanto ci risulta - in occasione delle audizioni, avrebbero tenuto un approccio ideologico in difesa delle proprie posizioni e di chiusura nei confronti delle associazioni che volevano far sentire le proprie idee. Sono convinto – conclude Brega – che la presidente Marini, che ha anche la delega alla sanità, possa dare la giusta considerazione e pari rispetto alle posizioni di tutti su un tema, come quello dell’aborto, che investe i diritti della donna, la salute, l’etica e il mondo scientifico”.
"Ru486, L'UMBRIA NON RICORRA AL DAY HOSPITAL"
Di seguito il testo dell'intervista sulla pillola abortiva, pubblicata il 30 settembre 2010 su "Avvenire".
Il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega (del Pd), critica con decisione la scelta della giunta di somministrare la pillola abortiva dimettendo immediatamente le
pazienti, in violazione delle linee guida nazionali che prevedono il ricovero per l’intera procedura «Così non si tutela la donna, e io voglio obbedire anzitutto alla mia coscienza Il partito?
Con me già altri due consiglieri»
«Per l’aborto farmacologico ci vuole il ricovero ospedaliero ordinario».
Non si attenua in Umbria l’onda del sasso gettato dal presidente del Consiglio Regionale Eros Brega, in compagnia dei consiglieri del Pd e compagni di partito Luca Barberini e Andrea Smacchi, che
invitano a un ripensamento del protocollo per l’utilizzo della Ru486. Brega, classe ’68, sposato e padre di una bambina, ex Dc, Popolari e Margherita, non pare turbato dal fuoco amico all’interno
della maggioranza. E va per la sua strada.
Se la posizione dell’assessore alla Sanità Riommi in materia di pillola abortiva (day hospital) è nota da mesi, perché rompere il ghiaccio solo ora?
«In realtà l’Umbria, unica Regione che non ha ancora un protocollo definitivo, non aveva finora reso ufficiale la sua posizione. È passata molto sotto silenzio, il 26 luglio, la delibera che
adotta il day hospital deciso dal comitato scientifico, e noi non ne sapevamo nulla. Questo perché, ci è stato detto, si vuole discuterne con le associazioni e i cittadini. La delibera dice di
volere un percorso partecipativo, ma nei fatti le decisioni sono già prese. Mi sarei almeno aspettato un coinvolgimento della maggioranza, al cui interno ci sono sensibilità diverse, che vanno
rispettate».
Cosa pensa dell’operato della sua giunta?
«Credo che le linee guida ministeriali, che parlano di ricovero ordinario, siano molto chiare. Penso, per il bene della donna, che far passare l’idea che la pillola sia come un chewing-gum sia
profondamente sbagliato. È una mia idea, che potrebbe non essere condivisibile, ma ritengo che proprio a tutela della donna si debba ricorrere al ricovero. Non certo come punizione, come obietta
qualcuno, ma piuttosto come garanzia».
C’è chi sostiene che manchino strutture ospedaliere adeguate.
«Questo non riguarda l’Umbria, e fa parte di un altro ordine di problemi, che va risolto senza affermare in modo ipocrita che la mancanza di strutture adeguate sia umiliante per la donna e per
questo si debba fare tutto in giornata, con le dimissioni immediate ».
Teme una domiciliazione dell’aborto?
«Preferirei rispondere a chi sostiene che siccome l’aborto chirurgico si fa in giornata si dovrebbe fare lo stesso con la pillola. Certo, se l’aborto fosse già avvenuto e la donna non avesse
problemi, sarebbe assurdo imprigionarla in ospedale. Peccato però che per la pillola il procedimento duri tutti i tre giorni del ricovero. È importante far capire che per una donna che abortisce
è fondamentale l’assistenza sanitaria e psicologica. Anche perché della pillola non conosciamo tutte le reazioni, visto che gli studiosi dicono molte cose diverse. Non credo sia giusto obbligare
al day-hospital: credo che si voglia aprire uno scontro ideologico su questo terreno, ma così non si fa il bene delle donne ».
In Umbria si registra un empasse sulla pillola abortiva...
«Su questo la Regione è stata attenta, non ci sono stati salti in avanti. Il mio invito sta a dire che come c’è stata prudenza in questo periodo, dovrebbe esserci anche nel fare scelte che
potrebbero avere effetti negativi sulla donna e sulla società intera ».
Non si sente a disagio nel partito di cui è membro autorevole?
«Non credo che il mio partito, a cui ho aderito sperando di poter portare i miei valori e le mie idee, mi metta in difficoltà. Anzi, ciò che dico potrebbe arricchire il Pd. Peraltro non mi sento
solo, perché ci sono anche due consiglieri sulla mia stessa posizione. Mi sento onorato nel portare avanti questa battaglia, cosa che farò fino in fondo, per cercare una soluzione a un problema
che, se affrontato male, porterà effetti negativi sulla società, anche al di là della pillola. So che queste battaglie si possono vincere o perdere, ma il mio obiettivo è far capire il valore che
sta dietro la mia posizione. Quello di cui sono certo è che non rinuncerò alla mia coscienza, anche se ciò dovesse portare a forti conflitti ».
In che clima vive questi giorni?
«C’è stato nel Pd un confronto sereno. Una parte della coalizione ha però alzato barricate ideologiche...».
Si riferisce alle critiche dell’assessore Vinti?
«Cosa vuole, è di Rifondazione... Sappiamo bene che su questo tema ci troviamo su posizioni completamente diverse. Ritengo invece che questa sia una questione di coscienza che supera gli
schieramenti. Non a caso ho avuto la solidarietà di diversi consiglieri anche dell’opposizione, sia dell’Udc che del Pdl».
Crede che nelle altre Regioni in cui si è scelto il day-hospital possano emergere posizioni come la sua da parte di esponenti Pd?
«Posso solo dire che ho chiesto ad amici e colleghi di capire che è importante mettere paletti fermi per evitare derive pericolose, specie ora che il farmaco è stato appena introdotto. Da
vicepresidente della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni, ho sentito alcuni colleghi in giro per l’Italia. E siamo giunti alle stesse conclusioni».
Come fa una Regione a far diminuire gli aborti?
«La parola d’ordine è prevenzione, e devo dare atto che l’Umbria ha investito molto nei consultori e nel rapporto con le associazioni vicine alle donne. Siamo una realtà con pochi aborti in
percentuale rispetto agli abitanti. Al contrario, su questo fronte, il governo è ancora latitante. Mancano adeguati e concreti interventi. Credo, pertanto, che anche il governo dovrebbe
impegnarsi per applicare meglio la 194».
Fabrizio Assandri
"VALORIZZARE LA FAMIGLIA E INVESTIRE SU DI ESSA” – BREGA INTERVIENE AL CONVEGNO DI PERUGIA E PUNTUALIZZA ANCHE IL SUO PENSIERO SULLA PILLOLA RU486
“La famiglia è il nucleo fondamentale della società, la comunità primaria dove si ‘costruisce’ e si forma la persona e la società. E come tale è riconosciuta, tutelata e garantita dalla nostra
Costituzione. La sfida della complessità e la crisi del tempo che viviamo possono essere efficacemente affrontate valorizzando e investendo su questo soggetto essenziale per lo sviluppo sociale,
economico e politico del nostro Paese”. Così il presidente del Consiglio Eros Brega, intervenuto stamani (25 settembre) a Perugia, al convegno sulle "Politiche familiari locali e le risorse
della società civile", organizzato dal Forum delle associazioni familiari umbre.
Ma il presidente Brega ha colto l’occasione anche per puntualizzare il suo pensiero sul confronto che si è aperto nei giorni scorsi sulla pillola RU486 e ha detto che “occorre evitare la
banalizzazione di una questione estremamente delicata: assumere la pillola abortiva – ha spiegato – non è come prendere una pastiglia per il mal di testa, non si può correre il rischio di
favorire un ricorso superficiale alla stessa. E nell’affrontare questa problematica – ha sottolineato – non ci si può discostare dalle linee guida nazionali che devono rappresentare dei punti
fermi e indiscutibili. Non tenerne conto significa solo alimentare polemiche e strumentalizzazioni. Ritengo che su questi temi che attengono anche a principi e valori eticamente forti – ha
concluso Brega – si debba sviluppare un largo e approfondito confronto, e le sollecitazioni in tal senso sono perciò necessarie e non certo "dannose e superficiali".
AFFARI ISTITUZIONALI: “A GIORNI PRONTO IL PRIMO RAPPORTO SULLA LEGISLAZIONE REGIONALE IN UMBRIA”
“A breve il Consiglio regionale pubblicherà il primo Rapporto sulla legislazione dell'Umbria”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, partecipando oggi (29 novembre 2010) a Bari alla presentazione del Rapporto sulla legislazione 2010 tra Stato, Regioni e Unione Europea. Iniziativa promossa dal Comitato paritetico Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, e dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, che il prossimo anno sarà ospitata in Umbria. Dopo aver sottolineato l'importanza del rapporto sulla legislazione, il presidente del Consiglio regionale ha ricordato che “a giorni sarà pronto anche il primo rapporto sulla legislazione dell'Umbria dove troveranno spazio, tra l'altro, approfondimenti legati agli sforzi intrapresi per il miglioramento della qualità della legislazione e le analisi della funzione di controllo sull'attuazione delle leggi e sulla valutazione degli effetti delle politiche pubbliche”. Nel suo intervento, Brega, che è anche vicepresidente delle Assemblee legislative, ha ribadito la necessità di una maggiore integrazione tra i diversi livelli istituzionali, regioni, Stato e Unione europea, “all'interno della quale – ha detto – i consigli regionali devono avere un ruolo forte e fondamentale di riferimento per i cittadini e per le altre istituzioni. Le assemblee legislative, infatti, espressioni del consenso dei cittadini, sono strumenti essenziali di insostituibile democrazia rappresentativa”. Il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria ha puntualizzato che “in un momento di grandi cambiamenti dettati, da un lato dal federalismo, e dall'altro da una influenza sempre maggiore dell'Europa nei processi decisionali nazionali, in cui è fondamentale sostenere la collaborazione interistituzionale rispettando le peculiarità di ciascuno, è necessario assicurare alle assemblee legislative quegli strumenti di indirizzo e controllo che consentano loro di non essere semplici ratificatori delle decisioni assunte dagli esecutivi, ma ambiti in cui, attraverso il dibattito democratico, si sviluppino le decisioni stesse. Ma per fare questo, occorre rafforzare gli strumenti di conoscenza a disposizione dei Consigli per arrivare a decisioni più mediate, impostate su elementi reali e condivisi”. Al termine del meeting Brega ha candidato e ottenuto che il prossimo anno la presentazione del Rapporto sulla legislazione sia ospitata in Umbria.
MENO APPARATO PUBBLICO E PIU' SVILUPPO, SERVE UN NUOVO PATTO SOCIALE
Cogliere l'opportunità che ci viene da questa congiuntura per ridisegnare nuovi modelli di sviluppo capaci di vincere quelle criticità e quelle sofferenze che il sistema attuale ha mostrato. Non si tratta solo di superare la crisi, ma di guardare a un rafforzamento, prima ancora che delle imprese, delle famiglie. Un rinnovamento, quindi, che parta dal cuore della società. Il cambiamento, che si riveli giusto o sbagliato, è una condizione non più rinviabile o rinunciabile.
Presa coscienza di questo, occorre che tutti facciano la loro parte e trovino il coraggio di affrontare questa sfida. Sono, pertanto, d'accordo con Ulderico Sbarra quando dice che i tempi “impongono una reazione, un protagonismo determinato, attivo al cambiamento, essere attori di primo piano della costrizione del nostro futuro e non attendere passivamente che il cambiamento si occupi di noi”. Una sollecitazione, quella alla concretezza, che viene in questi giorni anche dal Capo dello Stato.
Fatta questa premessa, ritengo che per rimettere in moto l'economia occorre un cambiamento prima di tutto culturale. Bisogna porre al centro del sistema la famiglia. Oggi, paghiamo, infatti, la tendenza progressiva a scoraggiare la famiglia tradizionale dimenticando che questa non è un semplice luogo privato di affetti ma attore della vita e dello sviluppo della società. E' il primo produttore di cure e benessere della persona e, quindi, di benessere sociale ed economico del territorio.
Nel corso degli ultimi anni, invece, questa “istituzione” ha perso identità e significato, costretta a un welfare assistenzialistico e dissennato. Una strada questa, che si è rivelata infruttuosa. Il ragionamento deve quindi ripartire da qui. Non è dando tout court aiuti economici alle famiglie che si aiuta il sistema e se ne favorisce la crescita. Servono invece interventi strutturati che possono essere individuati e realizzati solo se si focalizza l'attenzione sui contributi che la famiglia dà all'interno della società: dalla distribuzione del reddito, alla tutela dei soggetti deboli, dalla formazione delle persone alle scelte di consumo.
E' il luogo dove si crea benessere. Tuttavia, il benessere familiare non è la somma algebrica dei redditi dei singoli, bensì il prodotto delle relazioni dei suoi componenti. Nello stesso tempo è il luogo dove avviene la ridistribuzione interna delle risorse in base alle necessità di ognuno. In questo senso è anche l'istituzione che prima e più di ogni altra sostiene e tutela i soggetti deboli, dai bambini agli anziani non autosufficienti, dai disabili ai malati.
E' anche il luogo primario in cui le persone imparano a relazionarsi, è l'ambiente all'interno del quale si maturano le scelte sulla formazione delle persone, si trasmettono le conoscenze e le abilità acquisite e fa da filtro tra l'individuo e il mercato per quanto concerne le scelte di consumo.
Tengo a precisare che questo ragionamento non dipende da solo considerazioni di carattere etico. Come ha ricordato di recente anche l'economista Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, in un paese che in molti accusano di “laicismo” come la Francia, si investe sulla famiglia il doppio che in Italia perché ci si è resi conto che il mancato investimento sulle famiglie blocca la crescita.
Dovremmo imparare da queste esperienze e avere anche noi il coraggio di investire in questa direzione. Facciamo quindi le riforme, ma non tanto per farle. Cerchiamo, invece, di puntare su nuovi modelli di sviluppo che, partendo dalla esperienza della famiglia come fattore fondamentale per la crescita sociale ed economica del territorio, contribuiscano a rimettere in piedi le sorti del nostro territorio. Tre le direzioni su cui orientare gli interventi: sgravi fiscali, investimenti sulla formazione, sostegni alla crescita demografica.
Superando la logica dell'assistenzialismo a favore del principio della sussidiarietà, occorre puntare su una politica fiscale che consenta di dedurre le spese per la formazione dei figli, individuare cioè un parametro che la famiglia possa dedurre per per ogni anno di durata del corso universitario.
Nello stesso tempo bisogna investire su un sistema universitario e scolastico, più competitivo. Svincolato dai vecchi schemi e più attento alle potenzialità del territorio e alle esigenze del mercato, deve formare giovani laureati in grado poi di lavorare. In questo senso possono essere previsti, per esempio, stages di lunga durata. L'Umbria dovrà essere capace di darsi un proprio e innovativo modello formativo così da imporsi come un esempio da imitare.
In una regione che sta invecchiando, occorre puntare anche su politiche di sostegno alla crescita demografica perché la decisione di mettere al mondo dei figli comporta, in termini economici, crescita, ricchezza e risparmi.
Pertanto bisogna spazzare via il campo da equivoci: non è vero che se le famiglie non fanno figli hanno a disposizione più risorse. I numeri degli ultimi anni parlano chiaro: la crisi economica si è accompagnata alla crisi delle famiglie legata, a sua volta, al calo della natività. Anche in questo senso, ancora una volta, sono altri paesi europei a darci una lezione: in Francia e in Irlanda, dove gli investimenti sulla famiglia sono doppi dei nostri, anche il tasso di natalità è due volte il nostro.
Una volta fissata la famiglia come perno nella crescita della società umbra, va avviata con urgenza una nuova politica di sviluppo mirata a risolvere criticità e a sviluppare potenzialità della regione. Tanti indicatori economici, come pure tanti rapporti interpersonali e con le categorie, fanno concludere che l'Umbria ha assoluta necessità di un nuovo patto sociale con meno apparato pubblico e più sostegno allo sviluppo. Solo così possiamo porre le basi per un domani migliore per la nostra regione.
UNIVERSITA': UN IMPEGNO CORALE PER DIFENDERE L'ATENO DELL'UMBRIA
“Un grande sforzo collettivo, un unitario scatto d’orgoglio per difendere e rilanciare l’Università dell’Umbria”. È questo l’appello che lancia il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, in vista dell’incontro sul futuro dell’Ateneo, tra Regione Umbria, Comune e Provincia di Terni e Ministero dell’Università, che avrà luogo a Roma martedì 8 giugno.
Sono tre i punti intorno ai quali si articola la riflessione di Brega. In primo luogo l’unitarietà del sistema regionale Università “che deve superare ogni tentativo di ridurre il problema dei tagli a una questione di campanilismo”. Altra questione centrale riguarda “la difesa delle eccellenze e degli investimenti fatti in questi anni” e, infine, il rilancio dell’Ateneo come motore di sviluppo dell’intero territorio regionale. E su quest’ultimo concetto, il presidente del Consiglio regionale tiene a ribadire che l’Università è un importante motore per il rilancio dell’Umbria: “Una risorsa – spiega - in termini economici e sociali che occorre difendere con un progetto e un impegno unitari, all’interno del quale trovano spazio sia le facoltà tradizionali che le eccellenze locali, per offrire un contributo all’armonizzazione dello sviluppo del territorio regionale nel suo complesso”.
“L’Università degli studi di Perugia – sottolinea il presidente del Consiglio regionale - è l’Università dell’intera regione, non di questo o di quel territorio, ma di tutta l’Umbria nel suo complesso. Il problema, pertanto, va affrontato nella sua globalità. Aprire quindi sterili partite in nome di un qualche campanilismo per difendere un’articolazione dell’Ateneo piuttosto che un’altra, è deleterio per tutti e, in primo luogo, per l’istituzione universitaria in se stessa. Al contrario, va avviato un confronto costruttivo intorno a un progetto unitario, fatto di interrelazioni tra le diverse facoltà che, tenendo conto delle diverse vocazioni e specificità, valorizzi e qualifichi un’Università tra le più antiche e prestigiose d’Italia”.
Passando a parlare dei tagli, Brega afferma che “il governo centrale non può non tener conto che per formare la nostra classe dirigente occorre investire nella ricerca, nella cultura e quindi nell’Università. Pertanto il taglio che si appresta a compiere – aggiunge – risulta ingiustificato anche alla luce della tradizione storica del nostro Ateneo. Tuttavia in un’ottica di razionalizzazione, credo che sia fondamentale definire la futura offerta universitaria valorizzando le eccellenze e gli investimenti che sono stati fatti in questi anni, per mantenere alti gli standard qualitativi”.
Riferendosi poi alla questione relativa al Polo universitario ternano, il presidente del Consiglio regionale ritiene che si debbano tenere in considerazione “i sacrifici e i grandi impegni anche finanziari” della città di Terni per l’Università: “Oltre trenta milioni di euro in 10 anni – sottolinea Brega -. Come non bisogna dimenticare – aggiunge - il peso e il ruolo acquisiti dal Polo ternano, gli oltre 4mila studenti che vi gravitano e i punti di eccellenza che vi si sono sviluppati. Tutto ciò costituisce una realtà e una somma di esperienze da non disperdere, perché sono un fiore all’occhiello per l’Ateneo e per l’Umbria nel suo insieme”.
Il presidente Brega invita infine le città di Perugia e Terni a battersi insieme perché l’Università “sia volano di sviluppo per l’intera regione, promuovendo il merito e il lavoro seriamente svolto, prosciugando ogni sacca di inefficienza, perseguendo politiche di rigore e di trasparenza idonee al particolare momento che stiamo vivendo, senza però venir meno al proprio ruolo guida per la società umbra”.
CELEBRATI I 40 ANNI DELLA REGIONE, APPELLO DI BREGA A MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
Il consiglio regionale ha celebrato i 40 anni dalla sua costituzione. Di seguito il testo dell'intervento del presidente, Eros Brega.
Do il benvenuto e ringrazio tutti voi presenti: la presidente Marini, le autorità civili, religiose e militari, i consiglieri e gli ex consiglieri: padri fondatori della Regione e coloro che nel corso degli anni hanno ricoperto gli scranni di Palazzo Cesaroni.
Oggi, in occasione dei 40 anni della nascita della Regione, torniamo a svolgere la seduta del Consiglio in questa autorevole Sala dei Notari. Non si tratta di un atto puramente celebrativo e rituale ma, al contrario, vogliamo ripartire proprio da qua, da questa sala che ha accolto la prima riunione dell’assemblea legislativa dell’Umbria, per riflettere sul percorso compiuto da questa istituzione dalla sua nascita ad oggi e sulle sfide che ora si trova davanti.
E' utile ripensare, infatti, alle tappe e agli sviluppi del regionalismo italiano, e della nostra Regione in particolare, che prende le mosse dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana, per giungere, attraverso un articolato percorso di trasformazione e modernizzazione, alla sfida di oggi, a quel federalismo inteso come esaltazione delle autonomie e delle culture che insieme rafforzano l’unità nazionale e l’indivisibilità dello Stato.
In questa sede voglio ricordare le peculiarità che hanno portato alla nascita della nostra Regione. Concepita dall’Assemblea costituente quale ente di livello intermedio tra lo Stato e i Comuni e, dopo un lungo periodo di gestazione, ha visto la nascita nel 1970. In realtà questo percorso è stato anticipato da due momenti fondamentali nella storia del regionalismo umbro: i due dibattiti parlamentari del ‘60 e del ‘66, dove la “questione umbra” venne affrontata al fine di riconoscerne le peculiarità e la gravità delle condizioni economico-sociali.
Per capire come i due dibattiti abbiano gettato le fondamenta della nostra Umbria, occorre premettere che prima di allora il nostro territorio non aveva una propria identità unitaria di regione. Era una terra fatta di tante città, ognuna con una vita a sé. Territori legati per lo più a un’agricoltura povera e chiusi entro i propri confini, senza un centro aggregante capace di coordinare e gestire le esigenze dei diversi ambiti. Era una terra priva di una identità culturale unificante.
Ma è la grave crisi economica e il conseguente spopolamento delle città che investì l’Umbria sul finire degli anni ’50 ad alimentare nelle classi dirigenti il senso di una autonomia regionalista.
Ne scaturì una discussione che attraversò tutta la società umbra in cerca di un'identità sociale ed economica. Discussione che alimentò i successivi dibattiti parlamentari.
“La gravità dei problemi - scrisse Fabio Fiorelli nella presentazione del dibattito parlamentare del ‘60 - rende necessaria la convergenza di tutte le forze politiche su importanti conclusioni, dando così al dibattito la veste di viva testimonianza di una drammatica realtà e rivelando come, sui problemi di fondo della Regione, esista una volontà comune per operare un profondo rinnovamento”.
In parlamento la questione fu affrontata da personalità di spicco quali, tra le altre, Filippo Micheli, Pietro Ingrao, Dario Valori, Franco Maria Malfatti, Emilio Colombo, Ugo La Malfa. Il dibattito portò all’elaborazione di un Piano regionale di sviluppo. Fu la prima esperienza nell’Italia di quel periodo, unica di quel tipo.
Il piano di sviluppo, frutto di una corale partecipazione politica e scientifica, fu voluto nella convinzione che si gettavano le basi per la valorizzazione delle risorse presenti nella regione e nello stesso tempo si contribuiva a un interesse della comunità nazionale.
Lungo questo percorso, l’Umbria arrivò prima di altre realtà a una propria esperienza di regionalismo e di programmazione. Un’esperienza, questa, che diede forza alla classe dirigente eletta nella assemblea regionale del 1970.
Proprio la programmazione viene indicata come presupposto fondamentale dell’azione di governo della Regione, sia nel vecchio statuto che nel nuovo. La programmazione viene assunta, infatti, come metodo della propria azione e come processo democratico avendo come fine ultimo l’equilibrato sviluppo e la coesione della società regionale.
Oggi, come 40 anni fa, l'Umbria e l'Italia si trovano alle prese con una grave crisi economia e sociale, con l'esigenza diffusa di rinnovamento e di riforme.
Prendendo spunto dall'esperienza dei padri fondatori della nostra Regione, c'è bisogno di ritrovare quella carica vitale, quell’entusiasmo che ha accompagnato la nascita dell'Assemblea legislativa.
Ritengo, infatti, che il particolare momento che stiamo vivendo, spinga tutti: maggioranza e opposizione, a un'assunzione di responsabilità.
C'è sete di riforme, che non sono ulteriormente rinviabili. I cittadini chiedono risposte concrete ai loro bisogni. E allora chi è al governo, ma anche chi è all'opposizione, non può sottrarsi a un confronto serio e costruttivo sui temi caldi che investono i nostri territori (la sanità, lo sviluppo economico, lo sviluppo sociale).
In quest'ottica, l'assemblea legislativa è la sede naturale dove avviare e rilanciare una discussione vera su questi argomenti; il luogo dove alimentare il dialogo sulle riforme strutturali.
Rivolgo quindi un appello alla classe politica umbra affinché, alla ripresa dei lavori del Consiglio, dopo la pausa estiva, maggioranza e opposizione diano avvio responsabilmente a questo confronto per trovare soluzioni alle emergenze che coinvolgono l’Umbria.
Mi auguro che già la seduta straordinaria dell’Assemblea di venerdì prossimo, 23 luglio, non sia teatro di sterili discussioni politiche, ma la sede di un dibattito concreto e responsabile sulle strategie pratiche da attuare al fine di superare la crisi in atto.
Ricordo che il dibattito pubblico è l'essenza stessa della democrazia, deve essere continuo e non deve venir meno neanche quando la decisione è presa dalla maggioranza e l'opposizione è sconfitta. Se è vero, infatti, che le decisioni devono tenere in considerazione la pluralità di idee e di interessi che vengono presentati nella discussione pubblica, è altrettanto importante e non va sottovalutato il ruolo di una opposizione responsabile. E' in questo confronto democratico e aperto che si sviluppa una democrazia reale, compiuta, moderna.
A tal proposito mi piace concludere questo intervento con le parole del premio Nobel per l'economia, l’indiano Sen: “Si è all'opposizione contro il potere, non è normale né giusto essere al potere contro l'opposizione”.
“PRESTO UNA PROPOSTA DI LEGGE DI RIDUZIONE DELLE INDENNITA' DEI CONSIGLIERI"
La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Cesaroni ha accolto l’indicazione del presidente del Consiglio regionale Eros Brega di lavorare a una proposta di legge per la riduzione delle indennità di consiglieri e componenti dell’esecutivo regionale.
A questo scopo i due vicepresidenti del Consiglio, Orfeo Goracci e Andrea Lignani Marchesani,
sono stati incaricati di predisporre un testo da approvare quanto prima in Aula.
“L’iniziativa – ha spiegato Brega – è stata assunta d’intesa con la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e costituisce un contributo della massima istituzione regionale alla
razionalizzazione e riduzione dei costi della macchina politico-istituzionale. Voglio comunque sottolineare – ha aggiunto il presidente – che le indennità e diarie del
Consiglio regionale dell’Umbria sono le più basse tra quelle delle regioni e Province autonome. L’Assemblea legislativa umbra, inoltre, nel corso della legislatura passata ha operato di propria
iniziativa, con due atti legislativi, un taglio alle indennità dei propri rappresentanti di ben oltre 10 per cento”.
Il DISCORSO DI INSEDIAMENTO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE
Colleghi Consiglieri, signora presidente della giunta regionale.
E’ con emozione che prendo la parola per ringraziare della fiducia
che mi è stata accordata e che mi riprometto di onorare nella quotidianità dell’impegno dovuto alla alta, nobile funzione istituzionale.
Consapevole della responsabilità e dell’onore di succedere nell’incarico a personaggi insigni, protagonisti del regionalismo umbro, mi auguro con l’aiuto di tutti voi, di saperne raccogliere l’esempio di dedizione, equilibrio e sobrietà per proseguire nella strada tracciata in 40 anni che riassumo e compendio elevando un pensiero a Fabio Fiorelli che a questa storia dette avvio come indimenticato primo presidente del Consiglio Regionale.
Permettetemi di rivolgere anche un pensiero a Pietro Conti, come primo presidente della giunta regionale dell’Umbria.
Nell’accettare l’incarico che mi è stato affidato, mi riprometto, innanzitutto, di rispettare e difendere i crismi della pluralità e della laicità delle istituzioni.
La mia formazione di cattolico che ha scelto l’impegno nella politica mi impone i doveri della tolleranza, della fermezza, del rispetto della diversità e della pluralità delle opinioni.
E’ perciò che assumo questo incarico, confidando nella collaborazione e nella collegialità di quanti avvertono l’orgoglio del mandato conferitoci per servire ed onorare la terra di San Francesco, San Benedetto e di Aldo Capitini che costituiscono patrimonio dell’umanità.
Viviamo una stagione che registra un diffuso disagio, un calo di fiducia
nei valori della politica.
E’, anche per ciò, che dovremo protendere ogni migliore energia perché questo luogo possa essere percepito come incontro e accoglienza delle ansie e delle domande, che i cittadini pongono attendendo da questa istituzione risposte efficaci e persuasive.
Il nostro statuto ci indica la strada.
Come Assemblea, pur nel doveroso rispetto dell’esecutivo, siamo chiamati ad essere luogo del confronto e delle decisioni.
Ed è qui che risiede la nostra forza, ed è qui che si fonda la nostra autorevolezza. A questo non possiamo e non vogliamo rinunciare. Avviandomi a concludere, rivolgo un cordiale saluto al personale del Consiglio Regionale che, nel precedente mandato, ho potuto apprezzare per dedizione e professionalità.
Nello scenario del fare, ci aspettano nuove sfide nel contesto di un clima nuovo che esige per l’Umbria pagine innovative.
In questi giorni negli ambienti della polita è ricorso un concetto “Voltare pagina” che, se non coadiuvato da contenuti, rischia di essere un semplice esercizio lessicale. Per noi, voltare pagina, non significa disconoscere le pagine precedenti, che hanno composto un libro di storie e di accadimenti all’altezza dei tempi in cui sono state scritte.
Voltare pagina significa, per noi provocare una forte accelerazione per riagganciare il treno dello sviluppo, dell’occupazione del credito alle imprese per stare con un cambio di passo dentro e non dietro agli scenari che la crisi globale ha prodotto in larga parte anche nei nostri territori. Questo consiglio dovrà affrontare questioni delicate, alle quali non potremo sottrarci nella prospettiva possibile di raggiungere nuovi e più ambiziosi obiettivi. In questa aula ci dovremo presto confrontare su questioni nuove. Penso, ad esempio, al federalismo, in chiave solidale, che non lascia indietro gli ultimi e i più svantaggiati.
Siamo disposti ad accettare la sfida, siamo disposti a fare la nostra parte
in termini di rigore nella massima trasparenza amministrativa.
ENERGIA SOSTENIBILE: “UN TEMA STRATEGICO PER IL FUTURO DELLO SVILUPPO REGIONALE"
“Una importante occasione di confronto e di riflessione su un tema strategico per il futuro dello sviluppo regionale qual è quello dell’energia sostenibile e, nello specifico, dell’utilizzo della risorsa idrica. Un tema questo rispetto al quale è di fondamentale importanza produrre sinergie e collaborazioni tra i soggetti privati e pubblici”. Così il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega, nel suo intervento di saluto al convegno “Verso un’energia sostenibile” che si svolge è svolto a Terni, presso la centrale di Galleto, su iniziativa della multinazionale “E.On”. Di seguito il testo dell'intervento di Brega:
E' per me un onore e un piacere prendere parte oggi a questo convegno, e per questo ringrazio dell'invito il presidente e amministratore delegato di E.on.
Un momento di riflessione, quello odierno, intorno alle energie sostenibili che si svolge in una struttura, la centrale di Galleto, che rappresenta uno dei simboli dell'energia in Umbria.
Come presidente del Consiglio Regionale, ma anche e in primis come Ternano, non posso dimenticare l'importanza che questa centrale ha avuto nella storia del nostro territorio e di, conseguenza, rimarcare la strategicità dell'impegno di E.on per questo sito e per il futuro della nostra area (e per questo vi ringrazio).
L'acqua è parte integrante e imprescindibile della storia di questa città. E' stata ed è il filo conduttore intorno al quale si è snodato lo sviluppo di Terni e con esso della Regione.
Già dall’inizio dell'Ottocento l'energia idraulica, che aveva giocato un ruolo importante nella rivoluzione industriale, ha dato impulso alla crescita delle industrie del nostro territorio.
Risalgono a quell’epoca i primi impianti idroelettrici che, per produrre energia, sfruttavano la potenza idrodinamica del moto d’acqua che si sviluppa dalla caduta da una certa quota rispetto a quella delle turbine idrauliche.
La centrale di Galleto, che ancora oggi è per tutti noi un motivo di vanto, è stata la prima grande realizzazione del programma idroelettrico avviato dalla “Terni”: entrata in funzione nel 1929, tre anni più tardi diventò la più grande unità idroelettrica d'Europa e, a distanza di ottanta anni, resta uno degli impianti più importanti.
Galleto è e deve continuare ad essere il cuore pulsante del sistema di produzione di energia elettrica. E.on ha ben compreso l’importanza e la centralità di questo sito per il nostro territorio.
A tal proposito riconosco l’impegno e considero fondamentale l’attenzione che la multinazionale, attraverso questa centrale, sta riservando all’Umbria e al territorio ternano in particolare.
Sono strategici per lo sviluppo della nostra regione, infatti, gli investimenti che il gruppo sta effettuando su questo sito.
In conclusione, auspico che questo rapporto tra E.on e territorio sia sempre più stretto e proficuo. E’ fondamentale alimentare la sinergia e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella gestione e nello sviluppo di quel bene fondamentale che è l’acqua, da sempre motore dello sviluppo del territorio. Facendo attenzione a una risorsa che si fa sempre più scarsa.
2 GIUGNO: SEMPRE VIVI I VALORI DELL’UNITÀ NAZIONALE E DELLA DEMOCRAZIA
“Il sentimento di identità nazionale che ispira questa giornata ci deve aiutare a ritrovare e rinnovare l'orgoglio e il senso di
appartenenza all'Italia unita e democratica che poggia le sue basi solide sulla Costituzione”.
In occasione delle celebrazioni del 2 Giugno il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria, Eros Brega, si richiama ai valori dell’unità nazionale, al rispetto della Repubblica e della
democrazia.
“In un momento in cui crescono fenomeni che sembrano mettere in discussione i principi e i valori costituzionali - continua il presidente Brega - mi piace ricordare il senso di questa
ricorrenza. La Repubblica nacque oltre 60 anni fa grazie all'impegno, alla solidarietà, all’entusiasmo, all'unione di un popolo che aveva grandi speranze di far rinascere il Paese. Una
Nazione la nostra che ha trovato la propria orza – ribadisce il presidente del Consiglio – nell’unità e nei valori anciti dai padri costituenti nella Carta costituzionale. Quei valori sono il
patrimonio morale che ci ha consegnato la Resistenza, sono il frutto di dure lezioni di storia. Ne sa qualcosa l'Umbria che ha pagato un tributo di 500 caduti alla lotta di Liberazione. E furono
migliaia in tutto i territori della regione i giovani umbri scelsero di combattere e ettere a rischio la propria vita in nome dei valori della democrazia e della iustizia che ora rappresentano un
patrimonio di cui non ci possiamo spogliare”.
“Ecco perché, oggi – insiste il presidente - il senso di questa icorrenza non può essere smarrito dentro la semplice celebrazione di un fatto
storico. La festa del 2 Giugno deve essere invece l’occasione per
acquisire la piena coscienza di vivere in uno Stato di diritto, in un
ordine democratico fondato sulla sovranità popolare e sui principi
indiscussi quali la democrazia, la solidarietà sociale, condivisi dalla
grande maggioranza del popolo italiano. Sono queste le radici dello stato moderno, le basi a cui non si può e non si deve rinunciare”.
Tornare indietro rispetto a questi principi, secondo il presidente Brega
significherebbe minare gli equilibri della democrazia, la libertà e i
diritti civili fondamentali.
“In questa giornata – conclude il presidente del Consiglio regionale –
voglio rivolgere un appello ai giovani affinché colgano nella Festa della
Repubblica un momento per riaffermare e diffondere i valori di cui della Costituzione, trovando in essi la loro guida”.
BREGA: “BASELL, SERVE UNA PROVA D’ORGOGLIO DI TUTTA LA CITTÀ PER SCONGIURARE LA CHIUSURA”
“Oggi, come fu sei anni fa per l’Ast, la città è chiamata a una prova d’orgoglio per scongiurare la chiusura della Basell”. Così il consigliere regionale del Pd, Eros Brega, questa mattina ha partecipato allo sciopero generale contro la volontà della multinazionale americana di chiudere lo stabilimento ternano. Brega ha sollecitando l’attivazione immediata di un tavolo con il Governo e l’attuazione di ogni iniziativa di mobilitazione possibile per scongiurare la chiusura. “Serve – ha detto - il massimo impegno di tutti i soggetti, a tutti i livelli, per evitare quello che sarebbe un colpo durissimo per la città”. Nell’esprimere la sua solidarietà ai lavoratori, il consigliere regionale ha ricordato come la manifestazione di questa mattina ricordi quella di sei anni fa quando la città si fermò per protestare contro l’annunciata chiusura del magnetico all’Ast. “Oggi si chiede – ha aggiunto – gli stessi determinazione e impegno che allora riuscirono a scongiurare quel progetto. Occorre avviare subito un confronto a livello centrale che porti a soluzioni non penalizzanti per i lavoratori dell’azienda e dell’indotto, per il polo chimico ternano nel suo complesso e per il comparto chimico italiano. Ciò che lascia perplessi e che non può essere accettato passivamente – ha sottolineato Brega – è il fatto che si verrebbe a colpire uno stabilimento, come quello di Terni, industrialmente sano e si metterebbe in difficoltà l’intero polo chimico ternano con devastanti ricadute in termini occupazionali su un territorio già duramente provato dall’attuale crisi economica”.
VASCIGLIANO, BREGA: “DOPO LE MIE SOLLECITAZIONI, FINALMENTE ARRIVANO I FONDI PER GLI AGRICOLTORI MA NON BASTANO”
“A sette mesi dalla prima interrogazione e a cinque dalla seconda, apprendo con soddisfazione dello stanziamento di 350mila euro da parte della Regione per gli agricoltori di Vascigliano”. Così il consigliere regionale del Pd, Eros Brega, commenta la notizia dell’arrivo degli aiuti per le aziende danneggiate dall’incendio della Ecorecuperi. “Più volte – ricorda Brega - ho sollecitato l’assessore all’agricoltura, Carlo Liviantoni, a intervenire sulla questione. Nonostante non abbia mai risposto in Consiglio regionale alle mie richieste, accolgo oggi con piacere la notizia degli aiuti. Ritengo, tuttavia – aggiunge ancora il consigliere del Pd – che la portata del problema, la mancata commercializzazione delle produzioni non commercializzate perché inquinate e l’abbattimento dei capi di bestiame contaminati, sia ben più ampia”. Questo stanziamento della Regione, in sostanza, è una piccola boccata d’ossigeno rispetto ai danni concretamente patiti dalle aziende di Stroncone. “Pertanto – conclude Brega - invito tutti i soggetti istituzionali a mantenere alta l’attenzione anche per i prossimi mesi e a intraprendere tutte le strade possibili per aiutare i produttori della zona a risollevarsi dal colpo subìto”.
“L’Università a Terni non si tocca. Ripensiamo, piuttosto, a rilanciare il distretto universitario ricalibrando l’offerta formativa”
Conferenza Regionale dell'Economia e del Lavoro, Brega: "Un salto di qualità per uscire dalla crisi"
Di seguito il testo dell'intervento di Eros Brega alla prima Conferenza Regionale dell'Economia e del Lavoro, che si è svolta il 27 e 28 novembre all'ex Siri.
“Pd: è ora di guardare avanti e concentrarsi sul futuro”
Uno slancio rinnovato a guardare avanti e lavorare intorno a un progetto politico coeso e solido. Dopo le primarie e l’assemblea regionale, il Partito Democratico può concentrarsi a lavorare sul futuro e a dare il meglio di sé per l’Umbria e per i suoi abitanti.
Uscito dai due appuntamenti più forte e in vista delle prossime elezioni regionali, il Pd ritrova una marcia in più per continuare il suo cammino e rafforzare la sua identità e il suo radicamento territoriale.
Chi, come me proviene dal mondo cattolico, guarda al futuro del partito con la speranza e l’ottimismo di raggiungere l’obiettivo: programmi nuovi in termini di efficacia e concretezza, scelte innovative e coraggiose, rafforzamento della partecipazione dei cittadini alla vita politica, preparazione delle nuove leve.
Non torniamo indietro, ma guardiamo avanti, senza divisioni. Bando quindi ai personalismi e alle divisioni.
Il Partito Democratico, modello di partito di governo saldo e aperto, può cominciare da subito la sua partita per riprendersi la guida del Paese e per riconfermare il suo consenso alla guida della Regione.
Il Pd ora è chiamato a dimostrare, oltre alla sua autorevolezza, di essere in grado di interpretare le diverse culture espressioni dei cittadini e degli elettori che hanno creduto e continuano a credere nel progetto del partito unico.
La “gestione plurale” del Partito Democratico, concordata nell’assemblea regionale, è una prova concreta che tale risultato si può raggiungere.
Per questo continueremo a sostenere e a lavorare per un rinnovamento reale, una sterzata del partito rispetto al passato per non perdere in termini di competitività. Bisogna puntare in primis su programmi innovativi, come la realizzazione di un forte decentramento amministrativo e una sburocratizzazione dell’apparato pubblico per accelerare i tempi entro cui dare risposte ai cittadini.
Occorre portare a termine un processo di modernizzazione del Pd che si faccia interprete delle sollecitazioni arrivate più volte dai cittadini.
Un processo realizzabile con la coesione e il rispetto di tutte le componenti e le culture politiche in gioco, puntando sulle giovani leve e sulla professionalità e competenza, ma anche con il confronto diretto con la società.
Noi saremo propositivi e vigili affinché la partita sul futuro del partito porti a compimento il progetto politico del partito unico intorno al quale i cittadini che hanno creduto e continuano a credere come dimostra anche la recente partecipazione alle primarie per la scelta del segretario. Passata la fase della scelta degli organismi dirigenti, è giunto il momento di guadare e lavorare concretamente in avanti.
CON INTERNET, UNA FINESTRA DI DIALOGO SEMPRE APERTA CON I CITTADINI
Un utile strumento di comunicazione e di contatto con i cittadini. Attraverso internet e le potenzialità degli strumenti multimediali, ho aperto questa finestra di dialogo con il territorio e i suoi abitanti. Il mio sito non è solo uno mezzo di comunicazione a senso unico ma vuole essere, soprattutto, un luogo di interazione culturale, sociale, economica, aperto al contributo e ai suggerimenti dei visitatori. Di volta in volta, infatti, lancerò degli argomenti di discussione sui temi e i problemi più sentiti dal territorio, intorno ai quali chiederò l’opinione dei cittadini attraverso i forum.
Non solo: chiederò ai visitatori del sito di indicarmi le criticità e di individuare insieme a me i percorsi migliori per superale.
Nella sezione “contatti” chiunque potrà sottopormi i propri dubbi e problemi. Mi impegno, sin da ora, a dare a tutti una risposta in tempi rapidi.
Il sito vuole essere anche uno strumento utile ai cittadini: in qualsiasi pagina del sito avviene la navigazione, è sempre possibile accedere direttamente alle notizie dei quotidiani locali e nazionali e agli altri siti internet che contengono informazioni su bandi, concorsi e offerte di lavoro.
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